Mondo parallelo

Spesso si sente parlare di mondo parallelo. Quanti mondi paralleli ci circondano? Infiniti. Alcuni percepibili. Individuabili. Vivibili. Altri soltanto immaginabili. Troppo lontani da noi…fin quando ti ci ritrovi catapultato dentro e devi imparare a vivere e muoverti in questo nuovo mondo. Bello o brutto che sia.

 

Nel nostro caso mi riferisco al “mondo parallelo di un ospedale pediatrico” in cui, volta dopo volta, colloquio dopo colloquio, ricovero dopo ricovero, diagnosi dopo diagnosi, intervento dopo intervento, capisci che quello è il tuo nuovo mondo parallelo.

Le prime volte sei concentrato a capire cosa stia succedendo a tuo figlio, sei concentrato a capire le dinamiche, i ritmi, le nuove priorità. Insomma sei impegnato a mettere insieme i pezzi di questo mondo che ci risucchia e ci fa sentire distaccati dalla realtà precedente. Come se d’improvviso vedessimo la vita che abbiamo sempre vissuto, e soprattutto immaginato, lontana, meno concreta.

 

L’ospedale pediatrico diventa quel mondo parallelo fondamentale per la vita dei nostri figli.

Il “mondo parallelo di un ospedale pediatrico” diventa il tuo nuovo mondo parallelo, ma purtroppo il mondo fondamentale per tuo figlio, senza il quale tuo figlio non potrebbe vivere altri suoi mondi paralleli (la famiglia, la scuola, lo sport, le amicizie,…).

Il “mondo parallelo di un ospedale pediatrico” diventa routine, i corridoi, le camere dell’ospedale, i dottori, gli infermieri, i colori, i suoni, il ritmo delle giornate, le relazioni. Perché rifiutarlo? L’ospedale è il luogo in cui medici altamente specializzati posso migliorare le condizioni di salute di tuo figlio. Tu lo sai e tuo figlio impara a saperlo col tempo. Lara sa che quando non sta bene, andare in ospedale è la cosa giusta da fare.